GRAZIE
E’ stata la mia prima parola quando ero piccola, mentre tutti i bimbi dicevano mamma babbo pappa… ora lo dico sempre. Ora lo dico di nuovo. Grazie.
E’ stata la mia prima parola quando ero piccola, mentre tutti i bimbi dicevano mamma babbo pappa… ora lo dico sempre. Ora lo dico di nuovo. Grazie.
“Mi spingo verso l’alto, contraggo i muscoli, sento la forza ultraterrena che mi inchioda al suolo. Salto, così da poter pensare che per almeno un istante il mio corpo sia stato in grado di staccarsi da qualsiasi oggetto, suolo compreso.”
“Mi ritrovai in quel corridoio. Nel buio e vista la mia miopia non riuscivo a distinguere alcuna sagoma sebbene mi fossi già resa conto della presenza di qualcosa al centro del corridoio. Sembrava una porta dietro al quale vi era la fioca luce dei neon. Mentre procedevo con perpetua lentezza notai una porta sulla sinistra, dall’altra parte un immenso atrio completamente nero. Camminai fino al centro della stanza per assaporare il terrore dell’inconscio ma invece avvertii solo l’avvolgente tepore delle tenebre, talmente rassicurante e tranquillo da desiderare profondamente di abbandonare tutta me stessa a quel fedele buio. Il silenzio mi sussurrava poesie sull’incoscienza alle orecchie e mi narrava storie di grandi marinai che un giorno decisero di lasciarsi trasportare dal dolce mare dell’inconsapevolezza per godersi l’ultimo viaggio alla volta dell’interminabile pace. Poi sentii dei passi farsi sempre più vicini…”
Sono scappata. Dal mondo, dai miei usi unusuali, dalle mie credenze, dalle mie paure, dai miei vestiti, dalla mia monotonia, dalla tecnologia, da tutto ciò che era normale e da tutto ciò che era assurdo. Ora mi rimangono solo un pugno di sogni e un fuoco negli occhi capace di bruciare ogni terrore. Sono la luce della notte e l’unica stella in cielo durante il giorno. La vita non la temo, la vivo. La morte non è la ine, è solo l’inizio. Colpitemi, colpitemi, il mio cuore non cesserà di battere.
Ora tutto ha preso una piega differente; a scuola ho recuperato gran parte delle schifezze di voti che avevo e -cazzo devo proprio dirlo- ho recuperato addirittura economia che rappresentava, per me, una bestia mitologica imbattibile. Con tutto il resto va a gonfie vele. Mi sono fatta dei nemici ma, sinceramente, saranno affaracci loro se vogliono odiarmi. Io non li odio, non mi fanno né caldo né freddo, daranno proprio come gli pare. Ora non c’è nulla di più importante degli alberi nel viale della Flaminia. Oggi ho visto el loro prime foglie. Sono dei bellissimi castagni e ogni anno, nel giro di qualche giorno si adornano di verde non appena il Sole diventa tiepido. Inoltre ho visto che hanno riaperto il parco Carloni; questi per me sono i veri segni della primavera.
Sono feccia, sono orrore, sono dolore pungente ma in verità sto bene così.
I miei capelli stano crescendo, sembro donna (?).
Ciao mondo
.
Lasciatemi perdere per questo bosco, come facevo da piccola. Lo stesso bosco che m’ha portato via la vita. [Monte delle Cesane, Marche. Foto fatta lo scorso autunno in un bel pomeriggio passato in un bosco fonte di mille ricordi]
Non so se quel che il mio cuore brama sia una tranquilla solitudine autunnale o una tiepida serenità primaverile, ma ciò che è certo è che quel che già possiede magicamente lo soddisfa. Il declino del mondo m’aveva travolta. La sua cupa spirale mi stava ormai trascinando verso il fondo dell’oceano di disperazione più buio, laggiù in quegli abissi dove nemmeno i raggi più potenti riescono a far luce e più ero in basso e più inconsciamente desideravo abbandonarmi e scendere fino all’ultimo gradino dell’Inferno. Poi qualcuno si è preoccupato di me.
Di colpo mille attenzioni. Che succede? Avete forse scoperto che sto per morire (?) e vi siete preoccupati dell’eredità? (magari avessi qualcosa da lasciarvi poi…)
Non capisco. Le cose stanno cambiando, le carte in tavola sono assi, le gocce d’acqua sono solo pioggia o rugiada, la mia mente è vuota e la mia anima è piena ma il tuo cuore è ancora spezzato…
Notte <3
Emiko Y. Rosewile#
Aggiornamenti da questo piccolo istituto commerciale. Ora di italiano.
Mille cose sono cambiate dall’ultima volta che ho lasciato qualche parola su questo blog, così tante da poter essere diventata un’altra persona. Con la Dede i sentimenti non scivolano più sul piacere di una volta ma so che tornerò a provare ogni sentimento meraviglioso do chi ama qualcuno. Fra un mese tutto tornerà normale e sarò pronta a vivere per sempre. Per quanto riguarda la famiglia la situazione è la seguente: babbo sta finendo la sopportazione della sua malattia e comincia a ribellarsi ad essa nel peggiore dei modi, attraverso l’interruzione della cura o espressioni sulle sorti della sua vita che nessuno vorrebbe veramente sentire. La scuola un pò meglio ma comunque non ancora abbastanza… ora c’è geografia ma non sono pronta… ora vaso, alla prossima
Ciao a tutti (tutti chi?)
Oggi arrivò la pagella D:
Basta dire che non ho ancora avuto le palline di farla vedere ai miei xD
Comunque il suo arrivo mi ha fatta stare prima di cacca e poi di colpo benissimo, perchè ora non sto più col magone a dire “Oddio, quando arriveranno le pagelle?” E’ lì. Basta. Sono un pò fuori come un terrazzo sti giorni ma sto bene così. Ah già è quella cagata di festa commerciale di San Valentino. Evabè Auguri. Ciaooo.
A cosa mi servono gli occhiali se poi tutto ciò che desidero è stare in silenzio nel buio con gli occhi chiusi? Se poi ho il terrore di vedere? I desideri sono inutili. E’ inutile desiderare un mondo giusto quando tu stessa sei solo ingiustizia.
non ne va una per il verso giusto e fa tutto al quanto schifo. Sto per vomitare.